Un viaggio alla scoperta degli antichi stavoli di Forni di Sopra e della vita di un tempo, guidati dall’esperta Annalisa Barbarito.

Il 3 agosto la nostra associazione, in collaborazione con La Bottega delle Idee, A.P.S., ha organizzato una passeggiata culturale a Pidila.

Accompagnati dalla nostra guida Annalisa Barbarito, autrice del libro Tracce del passato. Forni di Sopra, percorsi di un tempo (Atena.net 2014) siamo partiti alle 9:00 dal ponte sul Tolina diretti in località Pidila. Questa è una delle tante località fornesi situate più in alto rispetto al paese, ma al di sotto delle malghe vere e proprie, in cui le famiglie di Forni salivano trasferendosi negli stavoli da giugno a settembre per dedicarsi interamente alla fienagione, raccogliendo così le scorte necessarie ad alimentare il bestiame durante i lunghi mesi invernali. Infatti, mentre le mucche venivano consegnate ai malgari per passare l’estate in quota nei pascoli alpini, tutte le famiglie si concentravano sul lavoro nei prati della mezza montagna.

La prima tappa: Casa Maresia e l’importanza dell’acqua

Dopo circa mezz’ora di cammino lungo l’anello di Forni, costeggiando il corso del Tolina, abbiamo raggiunto la grande casa in Guof della famiglia Maresia. Qui abbiamo potuto osservare da vicino la cisterna in pietra costruita dietro lo stavolo. Si tratta di un elemento architettonico essenziale per l’epoca, vista l’assoluta assenza di corsi d’acqua nelle immediate vicinanze. Senza questa cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, gli abitanti sarebbero stati costretti a scendere fino al Tolina percorrendo un sentiero decisamente disagevole.

L’architettura degli stavoli di Pidila

Ripreso il cammino, abbiamo imboccato il sentiero che conduce rapidamente a Pidila. Su questo pendio, orientato a sud-ovest per sfruttare al massimo il calore e la luce del sole, sorgono quindici stavoli. Annalisa ci ha illustrato i segreti della loro architettura tradizionale:

  • la struttura, formata da una base solida in pietra (ricavata dalle cave vicine) e dalla parte superiore in legno, pensata specificamente per favorire l’essiccazione dell’erba;
  • il design funzionale: gli stavoli sono più alti nella parte frontale e più bassi sul retro, una forma studiata per facilitare alle donne lo scarico del fieno;
  • il “cundut”: in tutte le strutture si nota un vano in legno sporgente che ospitava il gabinetto, accessibile comodamente dall’interno dell’abitazione.

Casa Badiot: tra sicurezza e devozione

Proseguendo lungo il sentiero abbiamo raggiunto Casa Badiot. Questa struttura si presenta più articolata, caratterizzata da una cucina rientrante sulla sinistra. Affacciandosi alla finestra è ancora possibile vedere la base sopraelevata del focolare e, all’esterno in alto, il foro d’uscita del fumo. Negli stavoli tradizionali, infatti, non esisteva il camino: il rischio che le scintille incendiassero il fieno e le parti in legno era troppo alto. Sulla porta si possono ancora notare i cardini arrugginiti e una croce incisa come simbolo di protezione. Sul retro, tra la stalla e il fienile, si trova inoltre un rustico altarolo con un’immagine di Sant’Antonio Abate, storico protettore degli armenti e dei raccolti.

Le Case Rizzato e la tecnica del Blockbau

Continuando a salire, siamo infine giunti alle case Rizzato. Una di queste è interamente costruita in legno, con incastri angolari delle travi e ampi graticci lignei protetti dalle linde del tetto (che un tempo erano molto più sporgenti di oggi). Osservando i dettagli degli angoli si ammira la perfezione della tecnica costruttiva del blockbau: i tronchi venivano intagliati alle estremità e incastrati a vicenda l’uno sopra l’altro, garantendo stabilità e isolamento senza l’uso di chiodi.

Un’esperienza da ripetere

Questa giornata è stata una bellissima occasione per riscoprire l’architettura rurale della Forni di un tempo, camminando tra la storia e le tradizioni della nostra terra. Se hai perso questo evento o vuoi continuare a esplorare il nostro territorio insieme a noi, ti aspettiamo al prossimo evento!

Prossimo Appuntamento

  • Data: Lunedì 31 agosto
  • Ora: 09:00
  • Attività: Passeggiata culturale in località Davaras (vedi locandina)

Segna la data in agenda, i dettagli sul punto di ritrovo verranno pubblicati nei prossimi giorni su questo sito!