Non ci poteva essere modo migliore per inaugurare la Galleria d’Arte Enrico De Cillia a Treppo Carnico, riaperta il 5 aprile 2025. La collezione permanente delle opere donate dal pittore e gallerista Enrico De Cillia (Treppo C. 1910-Udine 1993), sono messe a confronto con una trentina di sculture dello scultore Giorgio Eros Morandini (Udine 1959). Si instaura così nelle tre sale della pinacoteca un dialogo riuscitissimo che travalica il tempo e la materia. (fino al 23 agosto, Tutti i colori del nero “Conversazioni tra due maestri”, Galleria d’Arte Moderna E. De Cillia, via Matteotti 13, , dal 12 luglio tutti i giorni 15/18, chiuso lunedì, per aperture straordinarie 0433 777023)
Cosa unisce De Cillia e Morandini? Certamente la sensibilità per la pietra e la natura. Il clap di bianco calcare, rustico e ruvido, scavato dal mare e dal vento è il protagonista delle grandi tele di Enrico De Cillia, il pittore del Carso. Raffinato e prezioso invece è il marmo scolpito e levigato con perizia ineguagliabile da Giorgio Morandini: il bianco statuario di Carrara compatto e luminoso, usato da Michelangelo, e il nero del Belgio, nero e levigato. Il bianco e il nero si contrappongono come in Tangueros (2022) e Duality (2023) dove Morandini abbina anche il legno per meglio adattarsi ai quadri di interni di De Cillia, posti sulla parete.
Morandini svolge la sua attività artistica tra il Friuli e Pietrasanta; dopo aver frequentato la scuola Giovanni da Udine, si è formato con Franco Meneguzzo, Giancarlo Sangregorio e anche lo scultore giapponese, naturalizzato milanese, Kengiro Azuma da cui ha ripreso l’essenzialità zen.
Alcune sue sculture sono molto grandi come Genesi (2017) una stele forata nel mezzo nella sala più grande, altri lavori hanno forme geometriche come cubi, monoliti, sfere butterate che richiamano la luna. Numerosissime sono le sculture che sembrano modellate dall’acqua e dal vento, scolpite in modo da tale da recare le impronte delle forze della natura.
Tutti i marmi sono lavorati con virtuosistiche lavorazioni in curva e presentano complicate superfici contorte in cui si esprime tutta la maestria dello scultore nel padroneggiare la materia, che si fa duttile abdicando quasi alla sua vera natura lapidea.
La mostra è accompagnata anche da una serie di eventi: il 9 agosto una passeggiata guidata nel territorio di Treppo Ligosullo e il 23 agosto un finissage con musica, abiti ispirati ai dipinti di De Cillia e sculture da indossare come gioielli, opera dello stesso Morandini.